VIAGGIO IN ITALIA

Viaggio in Italia

Quando intraprese il suo Viaggio in Italia (Italianische Reise) Goethe aveva da pochi giorni compiuto trentasette anni, era già noto in Europa per il clamoroso successo ottenuto con I dolori del giovane Werther e aveva raggiunto l’apice del successo di una straordinaria carriera, diventando consigliere e ministro del duca Carlo Augusto di Weimar.

Cosa lo attira verso questa avventura in Italia? Con la limpida consapevolezza che sempre lo accompagna anche nelle intuizioni più profonde, Goethe scrive nella sua breve sosta a Trento, l’11 settembre 1786:

E’ il tentativo di riprendere interesse per il mondo, comprendendo se si possono ancora cancellar le rughe.

Il Grand Tour, con l’esperienza di giungere a Roma e Napoli, intende essere la scoperta di quella patria ideale che sarà per lui l’Italia.

Qui mi trovo bene come se vi fossi nato e cresciuto e ora tornassi da una spedizione in Groenlandia o dalla pesca alla balena.

Viaggio in Italia non è un semplice insieme di appunti di viaggio che Goethe andava raccogliendo giorno per giorno, anche nelle situazioni più precarie, lungo un soggiorno che durò circa due anni, ma una rielaborazione racchiusa in un arco di tempo molto prolungato: il libro sarà pubblicato trent’anni più tardi, con un Goethe ormai ottantenne. Forse anche per questo prende la forma del romanzo epistolare, ma sopratutto è frutto di riflessioni sul senso stesso del viaggio, sui significati che doveva avere nelle intenzioni e che ebbe nella realtà.

Su tutto, pensiamo che Viaggio in Italia non sia una semplice descrizione del Paese, ma delle impressioni che Goethe riceveva dall’incontro con le persone, mescolate a riflessioni su arte, cultura e letteratura. E’ dunque un libro sull’Italia ma, ancor prima, un libro sugli italiani.