AFORISMI E FRASI CELEBRI

Aforismi di Johann Wolfgang von Goethe

Citazioni di Johann Wolfgang von Goethe

 

Conosci tu il paese dove i limoni fioriscono, | nel fogliame buio fulgon le arance d’oro?

Dove c’è molta Luce, c’è anche molta Ombra.

Io perdono all’attore tutti i difetti dell’essere umano, nessun difetto dell’attore perdono all’essere umano.

Nel mondo si vive una volta sola.

Nessuno contro Dio se non Dio stesso.

Al di sopra delle nazioni è l’umanità.

Chi crede nell’immortalità si goda la sua felicità in silenzio, non ha nessun motivo di darsi delle arie.

È meglio ingannarsi sul conto dei propri amici che ingannare i propri amici.

Io chiamo l’architettura musica congelata.

Il dubbio cresce con la conoscenza.

In Italia! In Italia, ma non quest’anno. È troppo presto; non ho le cognizioni necessarie, mi manca ancora molto. Parigi sarà la mia scuola, Roma la mia università. Giacché essa è una vera Universitas e quando la si è veduta, si è veduto tutto. Perciò non ho fretta d’entrarvi.

La lascivia: il gioco col piacere da godere, il gioco col piacere goduto.

La vera fortuna è la frugalità.

La verità è scostante, l’errore attraente, perché la verità ci fa sembrare limitati, e l’errore onnipotenti. Inoltre la verità è scostante perché è frammentaria, incomprensibile, mentre l’errore è coerente e conseguente.

La vita appartiene ai viventi, e chi vive deve essere preparato ai cambiamenti.

Ogni colpa è punita sulla terra.

Per fare ci vuole talento, per beneficiare denaro.

Qual è il miglior governo? Quello che ci insegna a governarci da soli.

Se la gioventù è un difetto, è un difetto che si abbandona subito.

Se i bambini crescessero secondo le indicazioni dei primi mesi, non avremmo niente se non genialità.

Te ne vai leggero se non hai niente; ma la ricchezza è un peso più leggero.

Sì, posso dire che solamente a Roma ho sentito che cosa voglia dire essere un uomo. Non sono mai più ritornato a uno stato d’animo così elevato, né a una tale felicità di sentire. Confrontando il mio stato d’animo di quando ero a Roma, non sono stato, da allora, mai più felice.

Sai tu la terra ove i cedri fioriscono? Splendon tra le brune foglie arance d’oro, pel cielo azzurro spira un dolce zeffiro, umil germoglia il mirto, alto l’alloro…